IL PROGETTO

Le premesse ed il libro su Caresto

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Prefazione istituzionale

Vittorio Fiorucci, sindaco di Gubbio

Lo studio di un singolo episodio storico, come quello del Castello di Caresto, rappresenta un'occasione preziosa per approfondire non solo le vicende specifiche di una realtà locale, ma anche per riflettere su fenomeni di più ampia portata, come il processo di incastellamento e il complesso sistema di relazioni tra città e contado nel Medioevo.

In particolare, l’analisi della storia di Caresto consente di comprendere meglio le dinamiche politiche ed economiche che hanno caratterizzato il territorio limitrofo al contado di Perugia, una città potente e ambiziosa, spesso in conflitto con le signorie rurali e i loro castelli.

Attraverso questa ricerca, possiamo quindi far emergere le tensioni, le alleanze e le trasformazioni che hanno determinato l’assetto del territorio in epoca medievale e non solo, perché lo studio ne ripercorre la storia fino all'epoca moderna e contemporanea, dallo splendore alla decadenza.

Un secondo aspetto che rende rilevante questo tipo di studio è la riscoperta e la valorizzazione del nostro patrimonio storico più antico e originale. La conoscenza di queste realtà permette non solo di ricostruire il passato, ma anche di promuoverne la divulgazione presso un pubblico più vasto, sia accademico che turistico. Il turismo culturale, infatti, si sta affermando sempre più come una risorsa fondamentale per la valorizzazione del nostro patrimonio, consentendo alle comunità locali di riscoprire e condividere la propria storia con visitatori interessati alla memoria del territorio.

In questo senso, lo studio e la tutela di siti come il Castello di Caresto si inseriscono pienamente nella cornice normativa delineata dal Codice dei Beni Culturali (D.lgs. n. 42/2004, art. 1), secondo cui "la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura".

Proteggere e promuovere questi luoghi significa dunque non solo salvaguardare un’eredità storica che appartiene a tutti, ma anche rendere accessibile al grande pubblico un patrimonio di conoscenze che merita di essere tramandato alle generazioni future.

PREMESSA PROGETTUALE

Introduzione e motivazioni del progetto

Giuseppe Bariona e Roberto Sanvito

Il cuore dell’Umbria si arricchisce di un progetto ambizioso: la riscoperta e la valorizzazione del Castello di Caresto, un sito medievale del territorio eugubino dal grande valore storico, paesaggistico e culturale.

Dall’incontro tra gli imprenditori Giuseppe Bariona e Roberto Sanvito con lo storico Giorgio Uberti è nata una sinergia tra visione innovativa e conoscenza storica. Grazie a una ricerca d’archivio condotta in collaborazione con Roberto Anelli, è stata evidenziata l’importanza del castello nelle secolari vicende storiche, sia a livello locale che nazionale.

Questo luogo ricco di storia, quasi del tutto dimenticato, continua a vivere nella memoria delle comunità attraverso antiche tradizioni popolari.

I resti del Castello di Caresto, strappati alla vegetazione boschiva, raccontano in tutto il loro fascino una storia che attraversa i secoli e restituisce un patrimonio materiale e immateriale inestimabile per le comunità locali. I visitatori possono immergersi in un affascinante viaggio nel passato, grazie a una narrazione storica, supportata da documenti originali, che ripercorre le vicende del sito dalle sue origini medievali ai giorni nostri.


logo castello caresto
Chiesa San Bartolomeo Caresto

Conclusioni e prospettive future

Roberto Anelli e Giorgio Uberti

Il progetto di riscoperta e valorizzazione del Castello di Caresto nasce con l’intento di riportare alla luce un sito medievale di grande valore storico, paesaggistico e culturale, considerata anche la posizione ricca di siti speculari. Attraverso un’accurata ricerca d’archivio e un attento lavoro sul campo, si sta cercando di ricostruire il ruolo di Caresto dalle sue prime attestazioni in poi, tenendo a mente il fenomeno dell’incastellamento umbro, e di comprenderne i legami con il territorio circostante, in particolare con Gubbio, Perugia e Assisi.

L’indagine ha messo in evidenza come il Castello di Caresto, che nell’ultimo mezzo secolo è stato completamente abbandonato venendo ciclicamente avvolto dalla fitta vegetazione, abbia rivestito per secoli una funzione strategica nelle dinamiche politiche e sociali locali.

Grazie al finanziamento di Rinlandia e alla sinergia tra diversi attori, è stato possibile avviare un percorso di recupero che coniuga ricerca storica e indagine materica per favorire la diffusione culturale e gettando le basi per una sua valorizzazione sia turistica che accademica.

Lo studio di Caresto si inserisce nel più ampio dibattito sull’incastellamento in Umbria, un fenomeno spesso trascurato rispetto ad altre regioni italiane e ai paradigmi dell’archeologia medievale.

La ricerca dimostra come un approccio multidisciplinare, che unisca archeologia, storia e tecnologia, possa restituire identità a luoghi dimenticati e favorire il recupero del loro patrimonio materiale e immateriale.

Attualmente, il progetto è ancora nella sua prima fase e prevede attività preliminari di pulizia del sito, analisi storico-archivistiche e prime ipotesi di valorizzazione.

Tuttavia, il lavoro su Caresto presenta alcune sfide. Gli scavi archeologici non sono ancora stati avviati e molte domande sulla funzione e sull’evoluzione del castello restano aperte. Inoltre, la scarsità di fonti documentarie rende complessa la ricostruzione storica di determinati periodi. Per affrontare queste criticità, le prossime fasi del progetto includeranno indagini non invasive, come l’utilizzo della magnetometria, e il coinvolgimento di équipe archeologiche, preferibilmente universitarie, per avviare uno scavo sistematico che proceda parallelamente alla valorizzazione turistico-culturale del sito.

La società punta maggiormente nell’integrazione universitaria, volendo creare una linea di archeologia pubblica con il territorio, delineando Caresto come un hub culturale per studi.

Un altro obiettivo chiave è la creazione di un database GIS (Geographic Information System) che raccolga e organizzi i dati esistenti sull’incastellamento umbro, facilitando il confronto con altre realtà territoriali già studiate e potenzialmente portando all’identificazione di nuovi siti o sviluppi storici legati a Caresto.

Dal punto di vista della valorizzazione, il sito web ed una visita guidata per punti sono fruibili al fine di poter coinvolgere un pubblico sempre più ampio. L’integrazione con i social media sarà essenziale per fidelizzare i visitatori e rafforzare l’identità del “Brand Caresto”. Inoltre, si lavorerà per inserire il castello in itinerari turistici che colleghino le principali città umbre, creando una narrazione coerente e accattivante del territorio.

La collaborazione con le comunità locali e le istituzioni sarà un elemento chiave per garantire una gestione sostenibile del sito.

L’idea di uno scavo continuativo e di un progetto di ricerca a lungo termine consentirà di mantenere viva l’attenzione su Caresto, trasformandolo in un laboratorio a cielo aperto per studiosi e appassionati di storia medievale.

Da luogo dimenticato, il Castello di Caresto sta tornando a essere un punto di riferimento per la ricerca, la conservazione e la promozione culturale. Il lavoro da fare è ancora lungo, ma il percorso è tracciato: la storia di Caresto non è solo quella di un castello medievale, ma il simbolo di come il passato possa essere recuperato e valorizzato per costruire il futuro.

IL LIBRO

di Giorgio Uberti e Roberto Anelli
(2026)

Questo volume nasce da un’approfondita ricerca d’archivio, affiancata da un attento lavoro sul campo, con l’obiettivo di ricostruire la storia di Caresto e della sua comunità a partire dalle prime attestazioni documentarie.

L’indagine si inserisce nel più ampio quadro del fenomeno dell’incastellamento umbro, offrendo una lettura puntuale delle relazioni tra il castello e il contesto circostante.

Attraverso l’analisi delle fonti e delle evidenze materiali, emerge il profilo di un insediamento significativo, capace di illuminare le dinamiche insediative, sociali e territoriali del Medioevo umbro, in un dialogo continuo tra storia locale e processi più ampi.

Roberto Anelli (Gubbio, 2002), laureato in Scienze Storiche e del Patrimonio Culturale all'Università di Siena, è attivamente impegnato nel settore.

Lavora presso il MUAM - Museo Arti e Mestieri di Gubbio, dove ha ideato il progetto ArcheoLab, che avvicina i più piccoli al patrimonio archeologico eugubino attraverso il metodo learning by doing, combinando archeologia sperimentale e arti applicate.

Giorgio Uberti (Milano, 1986), laurea triennale in Scienze dei Fenomeni Sociali (2010) e laurea magistrale in Scienze Sociali Applicate (2013) presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Master di secondo livello in Public History (2016) presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.

Libero professionista specializzato nella ricerca storica finalizzata alla costruzione ed alla divulgazione di contenuti culturali.

Copertina Libro Caresto Roberto Anelli Giorgio Uberti

Castello di CARESTO

Sito ufficiale


© 2026 | Tutti i diritti riservati | Crediti

Daniele Marchetti

Realizzazione, web design e grafica

Giorgio Uberti e Roberto Anelli

Contenuti, foto e ricerca storica

Giuseppe Bariona

Coordinamento e produzione

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